
Scritto, diretto, interpretato da Ettore Nicoletti. Con la partecipazione di Silvia Rubino.
Musiche originali di Alfredo Nuti del Portone, chitarra degli Jang Senato. Fotografia di Luca Nervegna. Scenografia Sara Suzzi. Durata 2 minuti. Italia. 2011.
L’Histoire de Marie Reine Toe
Attrice, Giornalista, Scrittrice, Filmaker
Intervista di Fabio Marchionni

Marie Reine Josiane Toe: nata in Burkina Faso e residente in Italia da ormai vent'anni, nel corso dei quali ha completato i suoi studi, oggi si dedica alle attività di filmaker, giornalista e attrice cinematografica, oltre ad avere appena pubblicato un libro.
Marie Reine, tra tutti i diversi mestieri che continui a svolgere qual è quello che ti dà più soddisfazioni e su cui speri di concentrarti singolarmente in futuro? Oppure vuoi continuare ad occuparti di tutti quanti, dal giornalismo alla recitazione?
«Sono tutti mestieri che riguardano la comunicazione, la quale è fondamentale per lo sviluppo e la crescita della società.
Ho in preparazione il mio prossimo romanzo ma non vedo l'ora di recitare di nuovo, magari in un ruolo da persona
(non da straniera o immigrata o extracomunitaria)».
Partiamo dagli inizi, nei tuoi primi anni in Italia hai girato il Paese e infatti, nonostante tu ora viva a Genova, hai lavorato per delle emittenti televisive abruzzesi per due anni. Che esperienza è stata?
«Molto divertente e costruttiva ho imparato a stare davanti ad un obbiettivo e a rapportarmi con un pubblico. Adoro
l'Abruzzo che in ogni senso rimane in Italia la regione alla quale mi sento di appartenere».
Mentre dopo ti sei data agli studi di recitazione e hai partecipato ad alcune trasmissioni televisive nazionali. Hai partecipato a una puntata della serie “L'ispettore Coliandro”, trasmessa da Rai 2. Quanto sono stati utili i tuoi studi? Hai altri progetti in cantiere?
«I Manetti Bros Registi de “L'ispettore Coliandro” mi hanno molto aiutata in quella prima esperienza con la Rai. Gli studi
sono sempre utili in quanto ti danno un'impostazione iniziale ma non c'è nulla più importante del lavoro sul campo».
Allo stesso modo, nel campo del giornalismo hai seguito un master in “Videogiornalismo e Reportage Televisivo”.
Stessa domanda: quanto è stato utile seguire un master così specializzato?
«Il master è stato determinante ma anche lì ho dovuto lavorare molto realizzando filmati e reportage d: i diversa natura per arricchire il mio bagaglio di conoscenze. Trovate alcuni dei miei lavori sul mio canale Youtube http://www.youtube.com/user/themariereine e sul mio Blog http://mariereinetoe.blogspot.com/.
Studiare e praticare questo è il mio motto».
Un tuo servizio è stato trasmesso da SkyTG24. Lavori come freelance proponendo i tuoi servizi alle testate
oppure lavori su consegna?
«Dipende dalle esigenze. Oggi è molto difficile lavorare come freelance, preferisco lavorare su consegna. Ultimamente
ho realizzato un filmato medico per l'Associazione AMICI che lotta contro il morbo di crhon, è stato molto istruttivo».
E ora la professione di filmaker. Ti sei formata autonomamente o hai seguito dei corsi anche per questo campo?
«I rudimenti sono sapere utilizzare una telecamera professionale, saper fare un buon audio ed essere in grado di
le immagini. Il montaggio è la parte che preferisco...un buon montaggio è importante».
Recentemente hai pubblicato un libro, “Il mio nome è Regina”, ed. Sonzogno, di stampo autobiografico in cui racconti della tua vita dall'infanzia, quando tuo padre era ambasciatore dell'Alto Volta (l'odierno Burkina Faso)
a Pechino e della rivoluzione del 1983, un durissimo colpo per te e la tua famiglia, tanto da farti partire per l'Italia.
Come mai hai deciso di raccontare in un romanzo la tua storia?
«Volevo cimentarmi nella bellissima avventura della scrittura e avevo una storia da raccontare. Tutto qui, sono una persona che vuole imparare e ha il coraggio di rischiare. Trovate tutte le informazioni su “Il mio nome è Regina” al link
http://www.sonzognoeditori.it/component/marsilio/libro/4541489-il-mio-nome-e-regina».
Il tuo è un racconto forte scritto 27 anni dopo quei tragici eventi, ma si concentra anche sulla tua vita nei primi anni in Italia, anch'essi travagliati anche se per altri motivi. Spiegaci perché l'hai scritto adesso e non prima
o tra molti anni.
«Ho ritenuto di essere abbastanza matura da espormi. C'è sempre un momento nella vita in cui si decide di cambiare
e il mio momento è ora, adesso e qui in Italia».
Nella presentazione che hai dato di te sul nostro sito dici come prima cosa, prima ancora delle tue qualifiche professionali, di essere una donna “raffinata ed elegante”. Qualità che cerchi di evidenziare anche sul lavoro quindi.
«Raffinatezza e Eleganza intesi come Preparazione e Discrezione sono per me due caratteristiche importanti che una donna
dovrebbe sempre avere».
Il tuo sito internet è molto ben fatto, sicuramente un ottimo biglietto da visita: opera tua o ti sei fatta aiutare?
«Grazie, sono contenta che piaccia. In questo caso mi sono fatta aiutare in quanto non conosco bene il linguaggio
Ajax. In merito alla grafica le scelte sono mie».
Insomma, dopo aver ripercorso un po' tutta la tua carriera fino a oggi, cosa credi che sia stato più importante per te: lo studio, la gavetta, l'insieme delle due cose o altro ancora?
«La cosa buffa è che non sento di aver fatto nulla, mi sento come una bimba impaurita e spesso sola. L'obiettivo che
vorrei raggiungere è la creazione di un associazione “Buikin@Faso” che si occupi della lotta alla malnutrizione
infantile nel mio paese di origine. La vita non è fatta solo per essere vissuta pensando a sé stessi, al successo o ad altre
“cavolate” simili... è indispensabile aiutare i più deboli».

Intervista ad Ettore Nicoletti, il volto di Wi-Mee
Attore, Regista
di Giulia Gonfiantini

E' eclettico, originale, dinamico e pieno d'idee. Ecco perché il volto di Ettore Nicoletti, attore che vanta un variegato curriculum di tutto rispetto, incarna alla perfezione lo spirito del progetto Wi-Mee: è lui, infatti, il testimonial della campagna pubblicitaria, in corso in queste settimane, volta al lancio della nuova piattaforma per artisti e professionisti dello spettacolo e della comunicazione.
Classe 1974, romagnolo, oggi Nicoletti vive tra Cesena, Parigi e Berlino, dove da alcuni anni fa parte dell'European Association for Theatre Culture. Ma la lista dei suoi ingaggi parla di esperienze diverse, tra radio, pubblicità, televisione e cinema: tra gli ultimi ruoli, quello del co-protagonista nel lungometraggio sul tema sociale della violenza sulle donne “In apnea”, lo spot H3G e lo spettacolo di ricerca “Binari”, di cui è anche autore.
Lei è stato studente di fisica all'università di Bologna. Come ha capito che il teatro sarebbe diventato tutto il suo mondo o quasi?
«In realtà proprio durante il periodo bolognese ho iniziato a frequentare i primi corsi di recitazione. Anche se devo dire che fin da piccolo sono stato attratto dal palcoscenico: ricordo ancora con piacere un'operetta messa in scena nella mia parrocchia, nella quale venni a contatto per la prima volta con la magia del teatro. Da adolescente, invece, ho iniziato a suonare la batteria. Dopo l'università, infine, ho frequentato corsi un po' in tutta Italia ed importanti scuole europee».
Quali sono le esperienze che ritiene più salienti?
«Difficile dire quando sono diventato propriamente un “professionista”. Ogni esperienza, seppure piccola, mi ha lasciato qualcosa: ogni ingaggio, anche se apparentemente poco importante, è formativo. Una visione simile è a mio parere fondamentale per ogni attore che voglia dirsi generoso, colto. Comunque, il salto di qualità per me è avvenuto probabilmente dopo aver frequentato la Bottega del Teatro di Franco Mescolini e dopo il periodo berlinese, che mi ha arricchito moltissimo».
Il suo cv mostra che il suo è stato un percorso davvero privo di confini, tutto costruito tra tecniche sperimentali ed improvvisazione, in varie parti d'Europa.
«L'arte è per me uno degli ultimi mezzi rimasti per cambiare il mondo, per abbattere le barriere. Per riuscirci, però, essa deve essere condivisa: ecco perché tengo moltissimo a mantenere in vita la rete europea di contatti e di rapporti che ho intrecciato nel corso del tempo. Ho scoperto che oltretutto non è difficile come potrebbe sembrare».
Dall'estero, in effetti, lei ha riportato a casa un vero tesoro di competenze, conoscenze e contatti che ha riversato nei progetti attuati qui in Italia. Penso alla scuola di improvvisazione The'atro che lei ha fondato a Cesena, ma anche allo spettacolo “Binari”: anche quest'ultimo mostra una passione inesauribile per la ricerca teatrale e per la sperimentazione.
«Sì, “Binari”, che stiamo portando in giro per l'Italia, è senza dubbio uno spettacolo di ricerca, interamente basato sull'improvvisazione. In esso è il pubblico a definire i quattro personaggi protagonisti, attribuendo ad ognuno caratteristiche fisiche e psicologiche, motivazioni, mestiere... Ciò che ne viene fuori è uno show interattivo, in cui lo spettatore si sente coinvolto in prima persona».
Quali progetti ha per il futuro? Pensa che in Italia sarà più difficile che altrove realizzarli?
«Al momento sto studiando cinema e drammaturgia per scrivere un film tutto mio, e ho da poco curato la regia di un cortometraggio: penso sia fondamentale provare a costruire il proprio percorso ed impegnarsi per realizzare i propri progetti, anche nelle piccole realtà. Certo, la voglia di fuggire dall'Italia a volte c'è: i casting spesso risultano chiusi e la situazione non è delle più rosee. Ma se vanno tutti all'estero poi chi rimane qui a resistere e a contribuire alla crescita culturale del nostro territorio?».

SUPERSPRITZ RETURNS, con Adelmo Macchioni
Cortometraggio secondo classificato al Nonantola Film Festival 2011
Una produzione le gatte morte, Adelmo macchioni nel ruolo di superspritz retourn
Regia riccardo cavani
Un surreale supereroe da tempi da tubo catodico
Da ragazzina rimanevo stupita a guardare la grande libreria del prozio Mario, strapiena di libri della Fallaci,
di Giorgio Bocca e di autori che non avevo mai sentito, come Susanna Agnelli di "Vestivamo alla marinara"
e la satira di Cuore. Il prozio non voleva che mi avvicinassi a questi libri, "sei troppo piccola per la politica, masa picia"
mi diceva, specie quando provavo a prendere “Lettere dal carcere”, che stava in un’edizione rilegata con
la foto in bianco e nero di Gramsci sulla mensola sopra, come una reliquia. Adesso che di anni ne ho 33,
non sono più troppo piccola e dalla letteratura che scrivo, credo proprio che si capisca da chi ho preso.
Monica Ravalico
Una chiacchierata davanti ad un drink virtuale in compagnia di Yurj Buzzi
Attore e scrittore

Due chiacchiere con Yurj Buzzi, brillante, bello, giovane ma con alle spalle un percorso denso di esperienze professionali nel campo della recitazione. Da un ipotetico futuro nelle aule dei tribunali si è ritrovato, un po’ per “Caso”, a calcare le scene del rutilante mondo del cinema e dello spettacolo diventando attore professionista.
Pubblicità, televisione, cinema, teatro e scrittura, un artista a tutto tondo che si muove in libertà nel vasto mondo dell’arte.
Per rompere il ghiaccio non posso esimermi dal chiederti qual è stata la molla che ti ha portato a scegliere la recitazione come professione per il tuo futuro?
«Io studiavo Giurisprudenza a Bari dove vivevo circa 9 anni fa, in quel periodo una serie di accadimenti negativi, tra i quali la morte dei miei nonni, hanno scombussolato un po’ la mia vita.
Ho trovato nel teatro prima e poi nello studio di teatro e cinema un nuovo modo di respirare e di comunicare con le persone, un forte desiderio di cominciare nuovamente un percorso mettendomi in gioco con qualcosa che non conoscevo ma che mi faceva stare bene. Da qui i primi spettacoli a Teatro in Puglia e il desiderio di cominciare a fare sul serio trasferendomi a Roma, là dove le cose succedono.
Quindi la molla è stata decisamente "il desiderio di cominciare un nuovo percorso" dimenticando o comunque allontanandomi da quel periodo della mia vita, cercando un nuovo modo di comunicare con gli altri, di esprimermi e di respirare».
"Un nuovo modo di respirare" è un’espressione intensa che rivela la passione vitale per il proprio mestiere. Sei molto giovane ma hai un ricco bagaglio di esperienze, conosci il mondo dello spettacolo e le sue dinamiche, in questo periodo di crisi e di tagli alla cultura come vedi il futuro della "professione attore"?
«Le dinamiche purtroppo sono state sempre sbagliate nel mondo dello spettacolo, tanto più ora se ne avverte il peso.
I tagli alla cultura sono solo un piccolo granello, ci sono tante situazioni dietro che non sono mai state sviscerate e a tutti è sempre andata bene così, o alla maggior parte. Tra le prime cose un contratto di lavoro che tuteli il mestiere dell'attore: sarebbe un buon punto di partenza, altrimenti non c'è un futuro e non la si può chiamare professione!!!
L'attore è un lavoratore che butta fuori tanta energia e fatica, va rispettato prima come essere umano e poi come facente parte di una categoria di "lavoratori". Finché non si rispetterà l'uomo in quanto lavoratore dello spettacolo il futuro sarà il periodo nel quale si riesce a "lavorare", periodi brevi sempre più sottopagati, lavorati male e da tutti, anche da chi questo mestiere lo fa per dire agli altri “sai sono un attore...”».
Il mondo della recitazione oggi è, passami il termine, un po’ "generalista", tutti si buttano nella recitazione spesso senza una vera preparazione, forse è per questo che non è semplice trovare dei miti a cui ispirarsi, tu che ne pensi? Quali sono i fari nella notte a cui ti sei ispirato o ti ispiri?
«Io penso che in un mestiere è giusto che ci siano tante persone che "si buttano "e ci provano, come dici tu, ma è altresì vero che è assurdo che riescano ad emergere molte figure non competenti ma ben "sponsorizzate". È sempre stato e sarà così, ma mentre un tempo questi signori erano il contorno ora sono il piatto principale ed è per questo che a noi giovani "leve" manca l'appetito!!!
Quindi per quanto mi riguarda degusto momenti del passato, da Troisi a Matroianni arrivando a Buster Keaton, non c'e' un modello ma un deliziarsi realmente di immagini e movenze ed energie di personaggi che stupiscono sempre di più nel vederli e rivederli».
Secondo la tua personale opinione quali sono gli ingredienti necessari per diventare un attore professionista nel mondo di oggi? Perché come hai detto tu è una professione vera e gli attori sono lavoratori che meritano rispetto. Si parla molto di scuole di recitazione, agenzie e della forza del Web, ancora non sfruttata appieno dagli aspiranti e dai professionisti del mondo dello spettacolo, credi siano utili e, soprattutto, pensi che il Web sia una carta in più per aumentare le proprie opportunità e per raggiungere più facilmente il proprio pubblico?
«Ingredienti per una persona:
30% psiche
30% respiro
30% talento (innato o maturato)
10% appartiene al fato
da questa base si possono sfornare diverse categorie di attori e di esperienze vissute in modo diverso.
Sicuramente una buona scuola accresce il talento quindi fa diminuire le percentuali della psiche e viceversa;
iniziare senza scuola con un film da protagonista direttamente al cinema fa aumentare la psiche e quindi la voglia di credere in sé stessi, ma fa diminuire il respiro e il fato perché hai già avuto fortuna subito.
Il tutto condito da questo potente mezzo che è internet e che permette di condividere con tutti quello che tu stai facendo, sebbene sia un'arma a doppio taglio.
Mentre prima si doveva stare in giro per mesi in tournée per far risuonare il tuo nome, con spettacoli molto impegnativi e con ore di prove e fatica, ora ti metti una gonna e degli occhiali vai su you tube suoni il flauto traverso con il naso e hai vinto: ti cliccano in migliaia e poi ti chiamano a fare un film.
Se usato invece come la vostra Community è sicuramente un modo per confrontarsi, esprimersi ed arrivare direttamente a molte persone che questo mestiere lo rispettano quanto sé stessi».
Ti ringrazio per ciò che hai detto su Wi-Mee Moving Spirits, cogliendone l’essenza, preciso subito che non sei stato pagato né affascinato dalla mia bellezza che è quantomeno inesistente. Realtà virtuali dannatamente reali a parte parlando di umana beltade, oggi, dove tutti sono in vetrina, spesso clonati come brutte imitazioni di Barbie di sottomarca, in una scala di valori quanto ritieni sia importante la bellezza per farsi strada, almeno all’inizio, nel tuo mondo?
«Sicuramente "la bellezza ha il valore dell'immediato", ovvero in quanto bello è degno di ammirazione, di essere preso in considerazione, di essere mostrato, ma come tutte le cose immediate la bellezza ha una scadenza e quindi un periodo. Pertanto il valore è alto ma immediato e consumabile in poco tempo».
Oltre che attore vorrei ricordare che sei anche autore di un libro, La mia vita su di un cactus, edito da Laterza, poesie e un monologo teatrale. Ho letto in una tua intervista che lo porterai sul palcoscenico, quanto è importante per te scrivere e cosa significa riuscire a trasportare la scrittura dalla carta stampata alla scena?
«Adoro scrivere, ho usato la scrittura nel senso più "becero" del termine, per superare diversi momenti, l'ho trovata terapeutica e ne ho gustato i benefici. Ho messo in scena il monologo teatrale tratto dal libro Da qui non scendo in una rassegna teatrale short Theatre a Nola, per la Napoli Cultural Classic, e non credevo fosse possibile che le mie parole e le mie "immagini mentali" potessero essere così vicine alla realtà, tanto da vederle riflesse negli occhi degli spettatori che applaudono».
Personalmente credo che per uno scrittore sia qualcosa di meraviglioso "essere letto" dal pubblico attraverso le proprie parole e i propri gesti recitati. Un'emozione che raramente uno scrittore prova, cosa ha significato per te?
«Ha significato spogliarmi da orpelli di attore e apparire nella fragilità dello scrittore che narra di sé stesso».
Una bellissima immagine, molto evocativa e chiara per tutti coloro che scrivono.
«È una cosa che ogni attore dovrebbe fare, ma non sempre riesce e va a buon fine come esperimento e quindi qualche maschera la si tiene sempre...invece in questo lavoro ho dovuto togliere tutto, quasi risultando stupido, incerto, senza barriere, insicuro anche nell'andare in scena, piccolo.
Ecco piccolo, SONO STATO PICCOLO».
O forse grande, proprio per questo. Scrivere è mettersi a nudo, recitare la propria opera ancora di più, ci vuole coraggio.
Sei una persona affascinante ed interessante, un piccolo viaggio alla scoperta di un professionista che ama il suo lavoro, approfitterei ancora a lungo della tua piacevole compagnia ma siamo giunti all’ultima domanda, per tua fortuna. Quali sono i tuoi progetti professionali al momento e per il prossimo futuro, sia come attore che come scrittore?
«Al momento ho appena terminato di girare due spot tv che mi permetteranno di mettere da parte "soldini" per poi investire in lavori teatrali o in film autoprodotti.
Uno spot, per la regia di Alessandro D'Alatri uomo, regista e amico che stimo da anni, è per una nota marca di birra, la parodia dei Blues Brothers in onda già da qualche giorno sulle tv nazionali, e l'altro uno spot internazionale per Austria, Svizzera e Germania per una nota azienda di dolciumi con Elisabetta Canalis, per la regia di Francesco Nencini.
A breve andrà in onda anche Un pugno e un bacio sulla Rai, con Luca Argentero e Martina Stella, regia di Angelo Longoni. Nella prima puntata io sarò Mr. Goldstein, il manager rampante di Martina Stella, alias Fulvia Franco.
Torno al teatro ad ottobre con una commedia già messa in scena con successo l'anno scorso Travolti da un'insolita famiglia con Giorgio Lopez.
In questi giorni sto ampliando il mio monologo per presentarlo in anteprima a Roma».
Mentre immaginiamo di finire il nostro drink virtuale prima di congedarci non mi resta che augurarti un grande in bocca al lupo.


Titolo Casting Attori e comparse per nuovo film "Scusa ma non mi riesce di star zitto"
Tipologia Attori/ci (ruoli principali e secondari) e comparse per film di Simone Giannini
Scadenza 08 giugno 2012
Descrizione Attor |
Titolo Casting Attori/ci ruoli minori e figurazioni, modelle/i, comparse per film di Sophie Chiarello
Tipologia attori, attrici, ruoli secondari, ruoli miniori e figurazioni e modelle e modelli per nuovo film di Sophie C | I'm unique casting bambino benetton 2012 in Casting Bambini
Titolo Casting I'm unique casting bambino benetton 2012
Tipologia Baby casting per protagonisti campagna pubblicitaria Benetton Kids 012
Scadenza 10 giugno 2012
Descrizione Bambini/bambine
età 1 - 12 anni
Regolament |
Titolo Casting Casting attori/ci per commedia brillante produzione Gemini entertainment
Tipologia Attori e attrici per personaggi principali e secondari commedia
Scadenza fine settembre 2012
Descrizione si ricercano
1 | Audizioni ballerini ed interpreti Disneyland Paris in Musica&Danza
Titolo Casting Audizioni ballerini ed interpreti Disneyland Paris
Tipologia Audizioni ballerini/e ed interpreti personaggi Disney per Disneyland Paris
Scadenza 10 giugno 2012
Descrizione Si ricerca
“Personaggio Di |
Titolo Casting Casting attori, attrici e figurazioni per cortometraggio
Tipologia Attori, attrici e figurazioni, donne e uomini, baby casting per corto "Pesce Caruso", di Luigi Marmo
Scadenza 21 maggio 2012
Descrizione |