La Sinossi
Il riassunto, il succo, la sintesi, l’essenza in poche parole dell’opera, dello scritto, di qualsiasi tipo esso sia, pare sia lo scoglio più arduo da superare.
In effetti riassumere la propria opera, a volte, può sembrare strano e comporta la ricerca di un equilibrio fra ciò che è necessario dire, il focus da sottolineare per attrarre l’editore, che non è un lettore, chiaramente, e il timore di sbilanciarsi verso un’autopromozione eccessiva. Quindi bisogna trovare il modo di concentrare in poche righe e a livello ottimale il frutto dell’ingegno proprio.
In ogni caso è assolutamente essenziale fare la sinossi.
Assodato che deve essere breve, si propende per una lunghezza ideale di una cartella, massimo due, indi riassunto breve, conciso e chiaro, niente divagazioni, nemmeno dove "sarebbe così bello farne".
Chiaro l’editore, o chi per lui, a vari gradi a seconda del posizionamento della Casa Editrice nei segmenti di mercato, prima di decidere di leggere tutto il malloppo opera in pre selezione, secondo il target di lettori, le collane editoriali, il mercato, etc, etc.
Non è un caso se molte case editrici chiedono di inviare prima sinossi e lettera di presentazione, con o senza cv, ça va sans dire che è bene, prima di inviare il proprio lavoro, sempre leggere le modalità di invio di opere inedite dell'editore in questione. Tanto per cominciare "con il piede giusto".
Se pensate che il libro sia vostro personale e non una merce, perché lo pubblicate? Indi se avete deciso di fare questo passo, non sarà certo uno sforzo impossibile raccontarlo in poche parole.
Indi, felici o meno, bisogna trovare il modo di chiarire bene di cosa si tratta evitando le "auto lodi", questo non è mai un buon biglietto da visita, come dice il proverbio “chi si loda s’imbroda” ed in ogni caso se davvero lo scritto ha un suo mercato sarà l’editore a deciderlo, senza bisogno si leggere quanto siete bravi, bravi, bravi.
Prima di iniziare a scriverla va ricordato che, qui, non vanno inseriti i dati autobiografici, ci sono una lettera di presentazione e un cv per questo, ripeterli, togliendo spazio al riassunto non è funzionale e soprattutto è inutile.
Cosa metterci? Mi pare abbastanza chiaro, oltre le famose 5 W che vanno bene in tutte le salse, descrivere l’ambiente, i personaggi, l’inizio, lo svolgimento e la fine, proprio come i riassunti che diligenti insegnanti hanno insegnato a tutti i discenti del mondo, è lapalissiano.
Qualcuno suggerisce di mettere, a discrezione, qualche accenno allo stile scelto e il perché, fatelo solo se avete le idee chiare su questo punto, sembra assurdo ma non sempre è così.
Scrivere il riassunto in uno stile simile al vostro lavoro è una buona opportunità per mostrare come scrivete, prima ancora del cosa.
Pare superfluo ricordarlo ma l’italiano corretto, la giusta impaginazione e la correzione degli errori di battitura sono assolutamente necessari.
In qualche caso potete inviare, con file separato, i primi capitoli del libro, uno o due, non dieci, all’editore, in modo che possa già avere un secondo step di approfondimento.
Detto ciò, tutti i suggerimenti sono validi e tutti possono non esserlo, proprio perché molto è legato alle logiche del mercato, agli argomenti trattati, allo stile e alla trama, ad esempio.
In ogni caso una buona presentazione sarà sempre un punto a vostro favore, valutazione positiva o meno dello scritto.




